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sopraddetto frate Giovanni della Vernia, imperò che
perfettamente aveva annegato ogni diletto e consolazione mondana
e temporale, e in Dio aveva posto tutto il suo diletto e tutta
la sua speranza, la divina bontà gli donava maravigliose
consolazioni e revelazioni, e spezialmente nelle solennità
di Cristo, onde appressandosi una volta la solennità
della Natività di Cristo, nella quale di certo egli
aspettava consolazione da Dio della dolce umanità di
Gesù, lo Spirito santo gli mise nell'animo suo così
grande ed eccessivo amore e fervore della carità di
Cristo, per la quale egli s'era aumiliato a prendere la nostra
umanità, che veramente gli parea che l'anima gli fusse
tratta del corpo e ch'ella ardesse come una fornace. Lo quale
ardore non potendo sofferire, s'angosciava e struggevasi tutto
quanto e gridava ad alta voce, imperò che per lo impeto
dello Spirito santo e per lo troppo fervore dello amore non
si potea contenere del gridare. E in quell'ora che quello
smisurato fervore, gli venia con esso sì forte e certa
la speranza della sua salute, che punto del mondo non credea
che, se allora fusse morto dovesse passare per lo purgatorio.
E questo amore gli durò bene da sei mesi, benché
quello eccessivo fervore non avesse così di continovo,
ma gli venia a certe ore del dì.
E in questo tempo poi ricevette maravigliose visitazioni e
consolazioni da Dio; e più volte fu ratto, siccome
vide quel frate il quale da prima iscrisse queste cose. Tra
le quali, una notte fu sì elevato e ratto in Dio, che
vide in lui creatore tutte le cose create e celestiali e terrene
e tutte le loro perfezioni e gradi e ordini distinti. E allora
conobbe chiaramente come ogni cosa creata si presentava al
suo Creatore, e come Iddio è sopra e dentro e di fuori
e dallato a tutte le cose create. Appresso conobbe uno Iddio
in tre persone e tre persone in un Iddio, e la infinita carità
la quale fece il Figliuolo di Dio incarnare per obbidienza
del Padre. E finalmente conobbe in quella visione siccome
nessuna altra via era, per la quale l'anima possa andare a
Dio e avere vita eterna, se non per Cristo benedetto, il quale
è via e verità e vita dell'anima.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.